Lidi e demanio, sì alla proroga ma ora c’è il pressing sulla Regione

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Hanno tirato un sospiro di sollievo un migliaio di gestori di imprese balneari siciliane che hanno atteso con preoccupazione gli sviluppi dell’iter della manovra di bilancio dello Stato. In ballo c’era un emendamento temutissimo, che limitava ad un solo anno lo slittamento delle concessioni demaniali attualmente esistenti ed in vigore.

L’emendamento è stato ritirato perché giudicato restrittivo già rispetto alla norma esistente. Dunque tutto rinviato al 2020, compresi i provvedimenti che riguardano il mondo del commercio ambulante, quello che nei mesi scorsi si era ribellato all’applicazione della direttiva europea Bolkestein sull’apertura alla libera concorrenza.

Ma è proprio il mondo dei balneari ad esultare oggi, in maniera particolare nelle aree del Paese più interessate all’offerta dei servizi balneari. Sicilia compresa. E nell’Isola le associazioni che rappresentano le mille imprese del mare, si mobilitano ulteriormente.

«Chiederemo di avviare, in tempi brevi, anche in Sicilia un percorso di confronto fra istituzioni e imprese, attraverso il coinvolgimento delle competenti commissioni all’Ars per la rivendicazione del principio del legittimo affidamento e della continuità aziendale”. A lanciare l’iniziativa è il coordinatore regionale della Cna Balneatori, Gian Paolo Miceli, che giudica, ovviamente, positivamente il ritiro dell’emendamento, avvenuto durante i passaggi parlamentari d destinato a limitare a un periodo di 12 mesi lo slittamento delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico e ricreativo nell’ambito del riordino normativo della materia.

«Senza l’impegno e il lavoro della Cna si sarebbe consumata una stortura in piena regola. E la ragione è semplice – spiega Miceli – perché la prospettiva di allungamento di un anno, formulata mediante l’emendamento, conteneva misure più restrittive rispetto alla proroga già esistente, contemplata da una norma varata lo scorso anno. Questo capestro siamo riusciti per fortuna a farlo subito rimuovere”.

E a rincarare la dose ci pensa il portavoce regionale della categoria, Guglielmo Pacchione, che spiegas: «Non era certamente la soluzione migliore e definitiva al problema. Si sarebbe rivelata come una sorta di ghigliottina per le imprese del settore, alle quali va invece assicurata la stabilità, che non può passare certamente attraverso il ricorso alle aste pubbliche. Questo scellerato progetto finirebbe per negare agli attuali titolari un effettivo e concreto ritorno rispetto agli investimenti effettuati e non contribuirebbe a consolidare la crescita economica». Nei giorni scorsi la Cna aveva chiamato a raccolta un gruppo di senatori del territorio etneo nell’ambito di una diffusa campagna di sensibilizzazione che ha visto la presenza, a Catania, del coordinatore nazionale del settore, Cristiano Tomei. «La nostra sfida andrà avanti e investiremo tutte le sedi – sottolinea ancora Miceli – non lasceremo nulla di intentato. Per quanto di nostra competenza, faremo pressing dentro i Palazzi della politica siciliana, anche perché il legittimo affidamento è stato riconosciuto con legge regionale. Le oltre 1000 aziende del comparto, che operano nell’isola, hanno spesso una dimensione familiare. Ed è accaduto che, nel corso del tempo, si sono indebitate, ponendo a garanzia il patrimonio personale per fare fronte agli investimenti previsti, e offrendo occupazione e sviluppo ed, in alcuni casi, bonificando letteralmente litorali con grandi criticità. Oggi rischiano di vedersi sottratto il risultato, frutto di tantissimi sacrifici sostenuti. E così oltre al danno anche la beffa – osserva Miceli – cioè quella di non poter usufruire dei fondi legati al Fesr e al PSR regionale (la prima finestra della più importante misura scade proprio a febbraio 2018). E’ dunque tempo di rompere gli indugi e chiedere a gran voce l’istituzione del principio del legittimo affidamento anche con un confronto serrato sia con il governo regionale che con l’Ars. E a partire da gennaio – fa sapere il coordinatore regionale dei Balneatori – attiveremo un ciclo di incontri in tutti i territori dell’isola».

Le strategie annunciate trovano piena e ampia condivisione nei vertici siciliani della Cna. Sia il presidente, Nello Battiato, che il segretario Piero Giglione, si dicono pronti a dare la loro energica spinta all’importante battaglia che parte dal Nazionale, ma che si snoda lungo le varie realtà territoriali attraversate dalle coste. «La Sicilia in fatto di spiagge e di lidi rappresenta certamente una grande risorsa – concludono Battiato e Giglione – un immenso patrimonio che va tutelato, salvaguardato e valorizzato, tenuto conto anche della significativa cifra economica espressa dagli stabilimenti balneari».

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