Panificazione ad Agrigento, Associazioni di categoria contro l’ordinanza del sindaco Firetto

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“Una scelta incomprensibile che penalizza ulteriormente  gli operatori del settore, adottata senza avere consultato le principali Organizzazioni di categoria”. Le Associazioni provinciali di Agrigento di Cna, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Claai contestano l’ordinanza firmata dal sindaco Firetto con la quale stabilisce che fino al 30 giugno i panifici dovranno osservare la chiusura domenicale. Il Decreto Legge, emanato dalla Regione a firma dell’Assessore Turano, dà al capo dell’amministrazione la facoltà di predisporre un calendario diverso rispetto alle indicazioni contenute nella norma, ma  – si evidenzia espressamente –  sentite  le Organizzazioni che rappresentano i panificatori. Palazzo dei Giganti ha invece agito in violazione di ciò, non coinvolgendo preventivamente le nostre Associazioni. Chiediamo allora un immediato incontro al sindaco Firetto per capire sulla base di quali valutazioni sia scaturito il provvedimento, il cui già principio generale, che prevede la chiusura della prima e terza domenica e la libertà di scelta nelle restanti due settimane, presenta parecchie criticità e si pone in netto contrasto rispetto alla Direttiva Europea “Bolkestein”, recepita dall’Ordinamento giuridico Italiano, in materia di libera circolazione dei servizi. Tant’è che, proprio in riferimento alla contestata compatibilità costituzionale e comunitaria,  c’è pendente al Tar Palermo, per l’approfondimento di merito,  un contenzioso con la Regione. E l’impugnativa porta la firma anche di Assipan con cui il sindaco Firetto ha condiviso l’ordinanza.  Le fughe in avanti non servono e non sono opportune, oltre ad essere dannose, specie quando c’è in gioco il lavoro e il futuro di numerose attività artigianali che rischiano di essere penalizzate a beneficio della Grande Distribuzione Organizzata. Agrigento è poi una città turistica – concludono Cna, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Claai – che non può permettersi il lusso di farsi trovare, tanto nel centro storico quanto nei quartieri periferici, con le saracinesche abbassate durante le domeniche, che potenzialmente sono le più frequentate e affollate, rinunciando ad offrire un servizio essenziale come quello della vendita di pane fresco artigianale”.

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