CNA Agrigento. A rischio sicurezza e sviluppo, infrastrutture incompiute e pericolanti

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“Le nuove infrastrutture tardano ad arrivare e quelle esistenti non sono per nulla sicure”. CNA Agrigento, nel giorno del lutto nazionale per i drammatici eventi luttuosi di Genova in cui è rimasto coinvolto anche un imprenditore grottese,  lancia una iniziativa per provare ad onorare, al di là delle parole,  le persone che hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi. “Le strade non possono e non debbono trasformarsi in trappole mortali – sottolinea il presidente della Confederazione agrigentina, Mimmo Randisi –  e per scongiurare altre possibili stragi occorre acquisire la piena consapevolezza che la sicurezza e l’ammodernamento del sistema viario rappresentino una priorità assoluta, anche per il rilancio del sistema economico. Nelle prossime settimane è nostra intenzione, visto che su questo terreno siamo stati sempre particolarmente attenti e vigili,  organizzare in provincia di Agrigento un momento di confronto, alla presenza di tutti i soggetti interessati, per fare il punto della situazione sulle principali criticità e sui progetti e impegni concreti da realizzare, finalizzati a tutelare l’incolumità pubblica, ma anche a salvaguardare le attività che utilizzano le strade per competere sul mercato.  Ad Agrigento, due ponti,  la cui funzione di collegamento è strategica, da tempo sono al centro di  disagi e polemiche: il viadotto “Petrusa” è stato abbattuto, ma senza avere preventivamente realizzato un percorso alternativo, mentre il “Morandi” è a mezzo servizio. L’omonimo di casa nostra,  a questo punto c’è da chiedersi, che fine farà? In queste ore – aggiunge Randisi – si è aperto un serrato dibattito, alla luce di quanto accaduto in Liguria e rispetto all’annunciato vertice programmato nei prossimi giorni al Comune di Agrigento. Poi ci sono altri ponti sotto osservazione: quelli che attraversano Porto Empedocle lungo la Statale 115, ma anche il Carabollace sul versante di Sciacca. Che non fanno certamente dormire sonni tranquilli”-puntualizza Randisi.  “Lo scenario, sia nell’agrigentino, ma anche in altre parti della Sicilia – evidenzia il segretario regionale della CNA, Piero Giglione – è piuttosto desolante e grave, appesantito da una viabilità interna lasciata da tempo al proprio destino, abbandonata nel segno del degrado, dell’incuria, con tutti i rischi del caso. I lavori di manutenzione, gli interventi di messa in sicurezza sono diventati un miraggio. Ecco perché chiediamo alle Istituzioni competenti, il tema sarà poi rilanciato in modo dettagliato in occasione del Focus, che venga realizzato – conclude Giglione – un piano straordinario per verificare la stato di salute, sia dei viadotti presenti nel territorio, sia di tutte quelle arterie, ad alta densità di traffico, che danno segnali di cedimento. Fermo restando che dovranno essere poi reperiti i soldi per fare fronte alle criticità emerse. E’ arrivato il tempo delle azioni, dei fatti”.

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