CNA raduna i restauratori dei beni culturali in possesso della qualifica, in cantiere progetti per attivare lavori con la Regione e con la Chiesa

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“Forti della qualifica acquisita, sollecitiamo  un maggiore impegno della Regione per rilanciare la nostra attività rispetto ad  un settore importante, ma poco valorizzato”. E’ l’appello di una cinquanta di  restauratori dei beni culturali siciliani, aderenti a CNA, che si sono riuniti  in assemblea a Enna, la prima in Italia dopo l’atteso riconoscimento. “Un territorio come il nostro, ricco di monumenti e di edifici di grande rilevanza culturale, storica e architettonica – affermano i vertici regionali dell’Artigianato Artistico e Tradizionale della Confederazione – non può e non deve essere abbandonato, sia per una questione di decoro, sia  perché  siamo di fronte ad un patrimonio di eccezionale valore, la cui attrazione turistica rappresenta una significativa fonte di ricchezza per l’economia dell’isola. Le opere manutentive e di restauro in alcuni casi non sono più rinviabili – sottolineano il portavoce Angelo Scalzo e il dirigente responsabile Lugi Giacalone – ecco perché invochiamo un intervento tempestivo e proficuo dell’Assessore al ramo, Sebastiano Tusa,  il quale potrà agire attraverso la capienza dei fondi strutturali. La Regione è chiamata a svolgere dunque un ruolo di primo piano in materia di conservazione e promozione dei beni culturali, facendo leva su qualificate figure professionali in assetto artigianale. E noi, dal canto nostro, ci stiamo  adoperando per mettere assieme un gruppo di esperti, con il compito  di  realizzare  un parco  progetti da sottoporre all’attenzione delle Istituzioni competenti”.  E c’è un altro interlocutore privilegiato al quale la CNA si rivolge. Si tratta della Chiesa. “E’ nostra intenzione – osservano ancora Scalzo e Giacalone –  coinvolgere nei prossimi giorni la Cesi, Conferenza Episcopale Siciliana, con la quale stipulare un protocollo di intesa per condividere un percorso di interventi a favore del vasto e  pregevole patrimonio ecclesiastico.   E in tema di riqualificazione del patrimonio culturale,  un altro strumento significativo – evidenziano Scalzo e Giacalone –  è  rappresentato da Art Bonus, che offre uno sgravio fiscale a chi decide di erogare denaro per interventi manutentivi e di restauro”.  La convention di Enna, dove ha partecipato anche il segretario regionale della Confederazione, Piero Giglione,  ha portato all’elaborazione di un documento che sarà proposto e condiviso in altre regioni d’Italia targate CNA. E’ frutto di un certosino lavoro che ha visto impegnati anche i quadri dirigenti nazionali del comparto, il portavoce Giacomo Casaril, e il funzionario Gabriele Rotini.  Nel corso dell’incontro, tenutosi nei giorni scorsi, sono state affrontate diverse criticità che riguardano la categoria: l’insufficienza delle risorse economiche, i problemi connessi alla stesura dell’albo dei restauratori, il prezziario e le difficoltà che investono il settore rispetto alle gare d’appalto, i rapporti con le varie Diocesi e l’Art Bonus.

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