Protocollo sicurezza Covid19, parchi acquatici siciliani a rischio default. Appello della CNA alla Regione

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“Le restrizioni previste non permetteranno l’avvio della stagione per le 8 strutture siciliane che catalizzano, in un anno, centinaia di migliaia di presenze dando occupazione a quasi mille addetti, tra stagionali e annuali”. CNA Sicilia lancia l’allarme socio-economico che riguarda il destino dei parchi acquatici dell’Isola, ad un passo dal default in assenza di urgenti interventi da parte delle Istituzioni. L’impietosa “fotografia” è stata scattata nel corso di una videoconferenza con le imprese operanti nel settore, comparto strategico per il turismo siciliano tipicamente stagionale e capace di determinare un indotto imponente nelle aree di riferimento. “La stagione 2020, purtroppo, risulta seriamente compromessa – sottolineano i vertici regionali della Confederazione –  probabilmente le attività non verranno neanche avviate per via delle prescrizioni di distanziamento sociale che risultano incompatibili con la natura stessa dei parchi. Protocolli – osservano ancora il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione – anche eccessivamente vincolanti in ambiti connessi ad un utilizzo massiccio di cloro anche se caratterizzati da una forte presenza di utenti”.  “Siamo sconcertati – affermano gli 8 operatori presenti nel territorio siciliano – per il quadro che si sta delineando. I nostri collaboratori per un incomprensibile cavillo burocratico non hanno percepito i bonus previsti dal Governo nazionale e non potremo dar loro l’occupazione che fino alla passata stagione abbiamo garantito. Il rischio reale è di mandare in fumo quasi 20 milioni di euro di fatturato, diretto oltretutto all’indotto, e la natura stagionale delle attività non ci permetterà di avere entrate prima del prossimo anno. È a serio rischio la nostra continuità aziendale e per questo lanciamo un forte grido d’allarme”.
Sos che è subito rimbalzato, grazie anche alla nostra fattiva azione sindacale – spiega Gianpaolo Miceli, dirigente CNA Sicilia –  nei palazzi delle politica regionale. In particolare la delicata questione è approdata alla III Commissione Legislativa dell’Ars con gli interventi dei componenti e degli Assessori alle Attività Produttive ed al Turismo, rispettivamente  Mimmo Turano e Manlio Messina. Obiettivo trovare soluzioni in grado di scongiurare la chiusura di imprese strategiche nell’offerta turistica della Sicilia, sinergiche al comparto ricettivo e punto di riferimento di centinaia di fornitori”. “Abbiamo accolto con grande impegno e senso di responsabilità il disagio e la preoccupazione  degli operatori – concludono il presidente e il  segretario  di CNA Sicilia – ben consapevoli del valore aggiunto prodotto da queste aziende. Per questo motivo invochiamo, a beneficio di questo importante segmento produttivo, un adeguato ristoro economico in grado di sostenerlo in questa fase molto delicata, in cui le eventuali entrate non potranno essere mai commisurate agli ingenti costi fissi.  Chiediamo con forza al Governo regionale ed alla deputazione tutta di condividere un percorso in grado di dare risposte concrete ed immediate a questo settore economico”.

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