No a zona rossa nell’ennese e in Sicilia, appello al Governo regionale dalle Organizzazioni datoriali: non ci sono le condizioni

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“Rassicurazioni per il mantenimento della zona gialla in tutto il territorio siciliano”. Achiederlo, in una nota indirizzata al Governatore Nello Musumeci, all’Assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, e all’Assessore regionale alle Attività Produttive, Mimmo Turano, sono CNA, Confartigianato, Casartigiani,  Claai e Confcommercio. “Rassicurazioni che si rendono necessarie – affermano i rappresentanti delle cinque sigle – a seguito della dichiarazione a mezzo stampa del Direttore Generale dell’Asp di Enna, dottor Iudica, il quale ha anticipato la richiesta che l’Azienda intende fare o ha già fatto per istituire una zona rossa provinciale alla luce del numero dei contagi in tutti i comuni.  In realtà il parametro richiamato, che fa leva sul rapporto dei contagi per 100.000 abitanti, adesso è superato dai nuovi indici che si basano sulle ospedalizzazioni.  Se così non fosse, il numero dei contagi non salverebbe nessuna provincia italiana. E vero che Enna ha una percentuale di nuovi casi più alta rispetto alle altre province siciliane, – sottolineano Nello Battiato( CNA Sicilia), Giuseppe Pezzati(Confartigianato Imprese Sicilia), Maurizio Pucceri(Casartigiani Sicilia), Orazio Platania(Claai Sicilia) e Gianluca  Speranza(Confcommercio Caltanissetta-Enna) – ma il dato non è particolarmente alto in riferimento ai risultati di tante province italiane, nè particolarmente distante da quello di altre province della nostra isola. L’ipotesi di una zona rossa per la sola provincia di Enna rappresenterebbe una gravità assoluta e darebbe il cosiddetto colpo di grazia ad alcuni settori e in particolare al comparto del  commercio, i cui risultati di dicembre hanno testimoniato una grave difficoltà. Per queste regioni, chiudere il terriorio ennese mentre il resto della Sicilia apre alla stagione dei saldi, significherebbe generare un danno enorme da cui il comparto potrebbe non riprendersi. Inoltre la zona rossa, a differenza di quella arancione che consente la mobilità per i possessori del green pass rafforzato, annulla tutte le differenze tra vaccinati e non, rappresentando un deterrente alle vaccinazioni, in evidente contrasto con la norma nazionale che ha invece determinato un aumento delle richieste di vaccinazione. Riteniamo quindi necessario – concludono Battiato, Pezzati, Pucceri, Platania e Speranza – scongiurare l’ipotesi dell’istituzione di una zona a rischio alto ad Enna e nelle altre province in assenza di un quadro epidemiologico grave, così come previsto dalle norme vigenti”.

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