“Misure e strumenti urgenti per non far morire il settore del trasporto in Sicilia”, le proposte di CNA Fita: chiesto incontro al Presidente Musumeci

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“Passare dalle parole ai fatti. Urgono misure e strumenti che possano venire incontro alle reali e concrete, immediate esigenze delle imprese che operano nel settore del trasporto”. CNA Fita Sicilia, in una lettera aperta indirizzata al Governatore Nello Musumeci, individua le patologie ma anche una terapia d’urto per alleviare lo stato di disagio e di grave malessere in cui versano gli operatori di Taxi, Ncc, Bus e Trasporto merci che rischiano di spegnere definitivamente i loro mezzi e le loro speranze di lavoro. “La crisi economica, generata  dalla pandemia prima e  dalla guerra in Ucraina dopo – affermano il presidente Saro Tumino e i coordinatori, Daniela Taranto, e Giorgio Straquadanio – ha colpito, con particolare durezza, questo ampio segmento produttivo. L’aumento ingiustificato dei carburanti, insieme a quello di tutti i pezzi di ricambio, rischia di mettere fuori dal mercato una porzione importante di questa categoria, il cui comparto  è assolutamente strategico per le dinamiche economiche che attraversano le principali attività presenti nella nostra regione: turismo, agricoltura e industria petrolifera.  Questi tre settori, senza Taxi, Ncc, Bus e trasporto merci, sono destinati ad un sensibile e netto depotenziamento con inevitabili conseguenze dal punto di vista sociale, occupazionale e del Pil. Fino ad oggi la Regione ha sostenuto debolmente e con il contagocce il comparto del trasporto. I bandi a sostegno degli Ncc, Taxi e Bus hanno rappresentato ben poca cosa e gran parte delle somme stanziate è finita nelle tasche dei pochi strutturati gruppi del settore, mentre la miriade di microimprese dello stesso bacino o non ha ricevuto nulla oppure ha percepito le briciole. In merito all’autotrasporto merci, dopo lunghe e articolate “discussioni” iniziate nel novembre scorso, è stato finalmente pubblicato nella GURS dell’11 marzo scorso il decreto che dà le disposizioni per l’accesso al 20% del contributo economico a fondo perduto per l’attraversamento dello Stretto di Messina. Ma ad oggi non si conosce ancora l’apposita modulistica predisposta dal Dipartimento Regionale di competenza.  E’ evidente allora che  la Regione è chiamata a cambiare passo e politiche di sostegno. Ed in questa ottica, – sottolineano Tumino, Taranto e Stracquadanio – CNA Fita Sicilia  avanza alcune proposte:  attivare in tempi brevi una moratoria per tutte le imprese del settore (ncc, taxi, bus, e autotrasporto merci) che hanno contratto prestiti e/o mutui con CRIAS, IRFIS e IRCAC; agevolare il percorso per il rinnovo del parco mezzi attraverso la predisposizione di appositi di bandi che prevedano, solo per le microimprese (padroncini) che hanno mezzi obsoleti,  contributi e prestiti a tasso agevolato per la sostituzione degli stessi con veicoli euro 6 per l’autotrasporto merci e bus, ibridi o elettrici per taxi ed ncc; Trasformare il contributo per l’attraversamento dello Stretto in una misura strutturale da finanziare ogni anno; attribuire alle Commissioni  dei rispettivi settori (autotrasporto merci e taxi ncc bus) un ruolo attivo e propositivo in modo permanente. E’ li che devono nascere le soluzioni condivise nell’interesse comune.  In particolare quella dell’autotrasporto non può essere cloroformizzata, o peggio annullata, in favore di chi organizza blocchi o fermi non autorizzati dagli organi preposti.  E su queste, ma anche su altre misure a favore del settore, – concludono Tumino, Taranto e Stracquadanio –  che  vorremmo avviare con il Presidente Musumeci un confronto franco, sereno, leale e costruttivo”.

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