Manifesto della filiera Installazione Impiantistica

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CNA Installazione e Impianti

MANIFESTO FILIERA INSTALLAZIONE IMPIANTISTICA

Valorizzazione della filiera impiantistica 

La somma dei fatturati di tutti i soggetti coinvolti nella filiera dell’impiantistica per l’edilizia , nel 2016, è stato di oltre 112 miliardi di euro. La filiera è composta da circa 200mila unità locali e 750mila addetti, distribuiti fra industrie e laboratori di fabbricazione, esercizi commerciali, installatori.

La filiera impiantistica negli ultimi anni ha accresciuto il proprio peso all’interno delle costruzioni assorbendo una quantità sempre maggiore delle risorse destinate all’edilizia: dal 40% nel 2012, al 43% nel 2015 fino al 44% nel 2016 E’ un trend che fa prevedere una notevole crescita dell’impiantistica nei prossimi anni e che fa stimare un incremento del 15% della spesa impiantistica negli edifici per il periodo 2009-2018 a fronte di un calo del 16% nel settore dell’edilizia.

E’ del tutto evidente che un settore con questi numeri e naturalmente vocato all’innovazione in quanto la componente tecnologica ha acquisito un ruolo crescente all’interno delle opere edili e infrastrutturali necessita di maggiore attenzione da parte  delle istituzioni.

Chiediamo pertanto la costituzione di un tavolo permanente di consultazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico di tutti gli stakeholder del settore impiantistico

 

  1. Sicurezza 

2.1 – Messa a norma degli impianti

In Italia abbiamo attivi più di 30 milioni di impianti termici (oltre il 60% autonomo), 19 milioni di impianti di raffrescamento, oltre 24 milioni di impianti elettrici (il 92% con potenza inferiore ai 3 kW) e 12 milioni di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria; di tutti questi impianti la grande maggioranza non è a norma e non ha la dichiarazione di conformità. E’ pertanto necessario un provvedimento legislativo che obblighi i responsabili degli impianti, domestici e non, in un periodo di tempo medio (5-8 anni) a metterli a norma prevedendo sanzioni per chi non si adegua.

 

2.2 – Rottamazione impianti obsoleti

Buona parte di questi impianti sono vecchi e pertanto carenti dal punto di vista della efficienza e della sicurezza (ad es. 6 milioni di centralini da appartamento non hanno in dotazione l’ interruttore differenziale). Va di conseguenza previsto un provvedimento che metta “fuori mercato” questi impianti ed obblighi chi ne è responsabile (proprietari dell’appartamento o dell’edificio, affittuari) a sostituirli.

 

2.3 – Regolamentazione dell’acquisto delle caldaie riservandolo in via esclusiva alle imprese abilitate ai sensi del DM 37/08.

 

Secondo la Statistica Nazionale sugli incidenti da gas combustibili elaborata dal Comitato Italiano del Gas, nel 2017 il numero di episodi registrati è aumentato, prevalentemente per cause legate alla non idoneità o alla carenza di manutenzione degli impianti.

 

Riservare l’acquisto di apparecchiature e sistemi termici ai soli operatori abilitati contribuirebbe in maniera rilevante alla riduzione degli incidenti nonché del fenomeno del lavoro nero e dell’evasione fiscale causato da operatori abusivi e non abilitati a cui il consumatore finale a volte si rivolge  per ottenere effimeri risparmi economici.

 

  1. Riforma del DM 37/08  

 

Innanzitutto un provvedimento inerente le attività di installazione di impianti all’interno degli edifici non può avere valore di un Decreto Ministeriale (in pratica un mero regolamento), ma deve essere di rango superiore; un giudice infatti può disporre autonomamente l’invalidità di un regolamento se esso contraddice un disposizione di legge.

 

Prioritario, inoltre, è completare il panorama legislativo e  prevedere, nel DM 37/08 non è infatti colpevolmente previsto, un sistema nazionale di verifica degli impianti al servizio degli edifici

 

Vi è poi la necessità di riconsiderare il sistema di “abilitazione” dei Responsabili Tecnici; tale esigenza deriva dalla inadeguatezza del sistema attuale (DM 37/08, art. 4, comma 1) basato sul possesso di titoli di studio e/o di esperienza professionale, ma non sulla verifica ex post delle competenze dichiarate in fase di abilitazione. Tale sistema rischia di entrare in conflitto con quanto si sta definendo, o si è già definito, in Europa  in materia di qualificazione  su diversi “mestieri” impiantistici come, ad esempio, l’installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili (FER) con il D.lgs 28/2011 e di impianti contenenti gas fluorurati ad effetto serra (F-Gas) con il DPR 43/2012.

 

  1. Soluzione del problema del post-contatore 

 

Quel che ha sostanzialmente impedito lo sviluppo della concorrenza nei mercati energetici è la mancata attuazione di una effettiva separazione tra i soggetti che svolgono contestualmente più attività della filiera energetica”. Tale situazione ha negli anni fortemente penalizzato la concorrenza anche in un settore strettamente legato al mercato energetico, ovvero quello dei servizi post-contatore. Gli operatori che gestiscono monopoli tecnici, quali la distribuzione e la misura, detengono infatti elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energetica, emarginando dal mercato le imprese concorrenti, in particolar modo quelle artigiane e di piccola dimensione . E’ pertanto necessario e non più rinviabile prevedere l’obbligo di separazione proprietaria tra i soggetti che gestiscono le infrastrutture strategiche e gli operatori che operano a monte ed a valle del mercato, nonché nei servizi postcontatore.

  1. Introduzione del fascicolo di fabbricato ed obbligatorietà, come già per quello termico, di un libretto di impianti elettrico ed elettronico

 

L’istituzione del fascicolo di fabbricato, di un documento, cioè, che contenga i dati  della struttura e degli impianti di un edificio è divenuta un atto obbligato. Conoscere la storia tecnica dei fabbricati nei quali abitiamo o lavoriamo non può più essere considerato un mero esercizio accademico che interessa pochi esperti ed addetti ai lavori, ma una vera e propria necessità che riguarda tutti i cittadini.

Fascicolo di fabbricato e libretto di impianto elettrico e termico sono pertanto ormai delle necessità ineludibili, e non più rinviabili, se si vuole seriamente pensare ad una politica della sicurezza e dell’efficienza energetica del nostro patrimonio immobiliare che sino ad ora è colpevolmente mancata.

 

I Libretti di impianto assolvono pertanto ad una doppia funzione che parla la lingua della sicurezza e della professionalità: 

Ø sicurezza per il consumatore che gli viene garantita dai documenti e dalle informazioni rilasciate dall’installatore, con la possibilità di verificare con frequenza gli interventi di manutenzione e ricevere indicazioni sulle sue istruzioni d’uso e sulla cura delle apparecchiature che lo compongono, che gli consentano di controllare la salute del suo impianto e, conseguentemente, di ridurre incidenti domestici e consumi;

Ø professionalità per l’installatore che, grazie al Libretto di Impianto avrà una traccia importante da consultare durante i controlli nelle abitazioni e potrà consegnare all’utente finale tutta la documentazione attestante la conformità normativa e installativa dell’impianto stesso.

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